Investimenti globali, le opportunità al di fuori degli Usa

L'analisi finanziaria a cura dell'esperto Gerald Du Manoir di Capital Group mostra come sia possibile trovare opportunità d'investimento interessanti guardando oltre gli Stati Uniti

Nell'ultimo decennio gli Stati Uniti hanno primeggiato sui mercati globali e continuano a dominare il panorama degli investimenti. Alla luce della continua solidità dell'economia americana, molti investitori prevedono che tale dinamica sia destinata a durare. Il rischio, tuttavia, è quello di lasciarsi scappare le opportunità presenti in altre aree geografiche. Che si tratti di dividendi, società growth o semplicemente aziende ben gestite, i mercati internazionali offrono infatti numerose potenzialità.

La Cina ad esempio vanta un ceto medio vasto e sempre più facoltoso, che continuerà ad essere uno dei principali propulsori della crescita globale. L'ultimo decennio ha visto il Paese intento a dotarsi di un'infrastruttura capace di sostenerne l'economia, alimentando la domanda mondiale di materie prime e di beni industriali d'ogni sorta. Tutt'oggi, controlla una quota rilevante dell'economia industriale. Ancora più interessante, tuttavia, è l'evoluzione dei gusti dei consumatori cinesi. Nello stesso arco temporale, i consumi sono cresciuti di almeno il 5% ogni anno. La spesa in conto capitale e le esportazioni sono state più incostanti, facendo temere per la crescita complessiva del PIL.

Molte tra le migliori aziende tecnologiche, tra cui Netflix e Facebook, hanno sede negli Stati Uniti, ma i cosiddetti "dadi e bulloni" di Internet vengono fabbricati in Europa e in Asia. Taiwan Semiconductor Manufacturing (meglio nota come TSMC) e Samsung producono la stragrande maggioranza dei semiconduttori utilizzati in tutto il mondo. L'olandese ASML è il maggiore fornitore al mondo di sistemi di litografia, utilizzati per costruire i semiconduttori e i macchinari utilizzati nella produzione di circuiti integrati. Investire nei titoli di queste società consente di esporsi ai segmenti tecnologici più dinamici e noti per le loro politiche distributive, caratteristiche che in passato hanno contribuito ad attutire la volatilità e a fornire una migliore protezione dai ribassi durante le fasi di mercato discendenti. TSMC e Samsung vantano entrambe un rendimento da dividendi superiore al 3% (al 30 giugno).

Dopo aver deciso che i fondamentali aziendali contano eccome, torno sempre alle basi, ossia al rendimento azionario, che per me è dato dalla crescita del capitale più il dividendo. Oggi i rendimenti da dividendi più elevati si trovano al di fuori degli Stati Uniti, dove anche l'apprezzamento del capitale talvolta va ben oltre le apparenze. Molte aziende, inoltre, hanno solide politiche distributive, ritenendo una priorità la restituzione dei flussi di cassa agli azionisti. Guardando all'utile operativo piuttosto che agli utili per azione (earnings per share, EPS), i tassi di crescita di molte società europee sono in linea con quelli statunitensi. E offrono garantiscono maggiore stabilità per gli investimenti di lungo termine.