Il Manuale dell’investitore - FAQ: quali elementi costituiscono un investimento "progetto di vita"?

Spesso quando abbiamo a che fare con gli investimenti sottovalutiamo la relazione che intercorre fra due elementi fondamentali che caratterizzano questo aspetto tanto importante della nostra vita.

Nell’articolo della scorsa settimana, dopo aver parlato di illusione ottica (anche) negli investimenti attraverso il parallelismo con un’opera del pittore spagnolo Salvador Dalì, intitolata “Il cranio di Zurbaran”, ci siamo lasciati al punto di dare una definizione all’investimento inteso come progetto di vita.
Questa settimana ho deciso di prendere spunto non da un quadro specifico, ma dalla concezione di arte in genere di Paul Klee, uno dei grandi artisti che, all’inizio del ‘900, assieme ad altri nomi importanti della pittura del tempo come Vasilij Kandinskij fonderà il gruppo Der Blaue Reiter, che si scioglierà nel 1914, con lo scoppio della prima guerra mondiale. L’arte di Klee si riconosce, oltre che per la maestria nell’uso del colore, anche per la grande importanza data alla figura umana, sulla quale lo sguardo del pittore si posa in un modo nuovo rispetto al passato, attraverso il filtro del proprio mondo interiore. D’altronde, con il rapido sviluppo della fotografia e della cinematografia, artisti come lui si sono resi conto che l’arte in genere e la pittura nello specifico non hanno il compito di rappresentare la realtà così com’è, ma di andare oltre: secondo le sue stesse parole, “l’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è”. A differenza di Kandiskij, che realizza una vera scissione tra realtà oggettiva e mondo spirituale, Klee lavora su un piano di compenetrazione dei due livelli.
In che modo il riferimento all’arte di Klee può tornarci utile per definire i due elementi che caratterizzano un investimento, quando lo abbiamo definito un nostro “progetto di vita”? A ben vedere, come accade per altri aspetti della nostra vita, anche gli investimenti sono costituiti da due fattori: uno, legato alla realtà concreta – se vogliamo, oggettiva; l’altro, invece, più legato all’emozione. Come insegna Klee, questi due aspetti non vanno tenuti separati, nel senso cioè che non è utile né tantomeno auspicabile concentrarsi su uno solo di essi e ignorare l’altro. Negli investimenti finanziari, infatti, spesso si crede di aver valutato tutti gli aspetti concreti e di prendere decisioni totalmente razionali, ignorando che invece l’elemento irrazionale ed emotivo (fatto di paure, false credenze, pregiudizi, eccessiva sicurezza nei propri mezzi di valutazione) ha un peso maggiore di quanto non si creda. Un investimento che rappresenti per noi un progetto di vita ha perciò a che fare, per usare un’analogia, sia con la costruzione della casa in cui andremo a vivere realmente, ma anche con la casa dei nostri sogni, in cui faremo confluire tutte le nostre aspirazioni, le nostre illusioni, il nostro sguardo sul mondo condizionato dalle emozioni. Ed è su quest’ultimo aspetto che il ruolo del consulente finanziario è importante, perché è facile durante la vita passare da un cantiere all’altro (per continuare sulla stessa analogia), ma è più difficile esserne consapevoli: è qui che un bravo consulente fa la differenza.

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