Il Manuale dell’investitore – FAQ: qual è l’approccio delle donne alla finanza e agli investimenti?

Esiste una differenza fra come gli uomini e le donne vivono il mondo degli investimenti finanziari? E, in caso affermativo, in che modo una donna è in grado di dare il suo contributo al complesso mondo della finanza?

La scorsa settimana ho avuto l’opportunità di partecipare a un evento esclusivo, il PF Expo Gold edition organizzato da Professione Finanza, in presenza del premio Nobel per l’economia Richard Thaler. Nel corso della tavola rotonda, oltre al tema del “nudge”, della spinta gentile, che lo ha reso famoso in tutto il mondo, si è parlato dei condizionamenti cognitivi e degli errori che gli investitori (e a volte, perché no, anche i professionisti del settore) commettono quando hanno a che fare con gli investimenti finanziari.
Avendo l’opportunità, avrei voluto chiedergli se ritiene che esista una differenza fra uomini e donne rispetto ai condizionamenti cognitivi negli investimenti. Tuttavia, non c’è stato tempo per sottoporgli tutte le domande del pubblico: per questo, provo a riflettere su questo argomento attraverso questo articolo e nei prossimi. Esiste una prospettiva femminile, un approccio femminile agli investimenti? E se esiste, in che modo le donne affrontano i vari condizionamenti cognitivi studiati dalla finanza comportamentale? Anche in questo speciale percorso di indagine, ho deciso di farmi aiutare da alcune artiste, che hanno scardinato gli stereotipi legati all’immagine della donna nella società moderna attraverso la loro arte.
Per introdurre il tema, questa settimana inizio con l’opera dell’artista americana Cindy Sherman: la Sherman ha sempre utilizzato la fotografia (negli anni Settanta, la fotografia era ancora considerata essenzialmente maschile, soprattutto perché legata a una percezione della realtà prettamente “visiva”) come strumento di espressione, nonostante lei si consideri un’artista performer e non una fotografa: la Sherman utilizza la sua immagine per rappresentare l’identità femminile, al di là degli stereotipi, la vulnerabilità della donna e la ricerca di potere personale. Su internet si trovano numerose immagini delle sue opere, che rappresentano “tipi femminili” stereotipati, in cui lei si cala con trucco, abiti, trasformazioni fisiche perlopiù parodistiche (fra le varie serie fotografiche, cito “Untitled Film Stills”e “Disasters and Fairy Tales”) . Il travestimento è la cifra caratteristica di questa artista anticonformista, contestata anche dalle correnti femministe dell’epoca, perché non ha mai inserito rivendicazioni politiche nelle sue opere, ma solo un racconto destrutturante, a tratti grottesco, degli schemi sociali in cui la donna è stata sempre costretta dalle convenzioni sociali. Assieme ad altre artiste negli anni Settanta, la Sherman ha smontato e ricostruito la tradizionale iconografia femminile: dalla dimensione monolitica di donna-madre, donna-casalinga, lei e le altre artiste hanno aperto la strada per una nuova immagine della donna nella società.
Liberate dagli stereotipi classici, le donne sono in grado di occuparsi delle proprie risorse, di dare a esse il giusto valore, soprattutto quando si tratta di investimenti e di progetti di vita? Continuiamo a parlarne nel prossimo articolo.

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