Il Manuale dell’investitore: come una donna può conciliare la carriera lavorativa con il risparmio?

Da ricerche recenti emergono molti dati sulla presenza delle donne nel mercato del lavoro. Se la realtà lavorativa femminile è ancora in chiaroscuro, come può una donna costruirsi un futuro sereno grazie ai risparmi?

Il mondo del lavoro in Italia ha ancora molta strada da fare, sia dal lato delle opportunità che dal lato della parità di diritti fra uomini e donne. Alcuni studi condotti da Il Sole24ore e da InfoCamere-UnionCamere, seppur diano evidenza che la percentuale di occupazione femminile ha raggiunto negli ultimi anni il massimo storico (circa il 48% - a fronte, tuttavia, di una media europea del 60%), allo stesso tempo mettono in luce come la qualità di questa occupazione sia ancora ridotta. Vale a dire che in Italia le donne alla guida di aziende, donne manager o comunque in ruoli apicali sono solo il 22%, rispetto al 78% degli uomini.
Ma che cosa determina questa discriminazione nel mondo del lavoro a discapito delle donne? Secondo un’indagine condotta da SWG, il primo motivo di discriminazione è il diritto ad avere figli. Non è un caso infatti che, dai dati dell’Ispettorato nazionale del lavoro, le donne che in un anno si licenziano sono in media circa 30.000: e solo un 15% si licenzia per cambiare azienda. In tutti gli altri casi, è per accudire i figli e per le difficoltà nel conciliare lavoro e famiglia.
Quindi, non solo le donne raggiungono con difficoltà ruoli di vertice nella loro carriera, ma una buona percentuale di loro abbandona il lavoro ancor prima di pensare a un avanzamento di carriera.
Nell’articolo della scorsa settimana, ho parlato di multitasking e di come il cervello della donna sia più adatto a creare relazioni e ad adattarsi a più ruoli contemporaneamente: ma, se le condizioni esterne e ambientali non consentono di conciliare con facilità lavoro e famiglia (per esempio, grazie all’ampliamento dei servizi di asili nido e soprattutto con un deciso cambiamento culturale in cui uomini e donne gestiscano in maniera più bilanciata i compiti familiari), in che modo una donna può pensare al proprio futuro e alla propria autonomia economica e personale, tenendo conto della possibile frammentarietà della sua carriera lavorativa?
Il primo strumento a disposizione di una donna è attivare un piano di accantonamento periodico che la protegga dalle emergenze: nei periodi in cui la donna lavora, infatti, è fondamentale che si doti di un piano di accantonamento, una serbatoio di risorse a cui attingere nel caso in cui si trovi a lasciare il lavoro a seguito della nascita di un figlio.
Il piano di accantonamento, tuttavia, può essere predisposto anche nel caso in cui la donna sia in grado di conciliare lavoro e famiglia: in questo caso, il piano di accantonamento ha più la finalità di realizzare obiettivi ad alta priorità. L’autonomia economica di una donna e la sua autodeterminazione possono infatti esprimersi in molti modi: può essere legata alla realizzazione di obiettivi personali (pagarsi corsi di studio di specializzazione, per viaggi, per la casa), ma anche di obiettivi familiari, primi fra tutti quelli dei figli.
Più una donna inizia a risparmiare da giovane, più la sua indipendenza personale e materiale sarà continuativa e duratura.

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