Il Manuale dell'investitore: come il valore di una donna può trasformarsi in valore per una donna?

Una volta che una donna ha riconosciuto e fatto riconoscere agli altri, attraverso un percorso di consapevolezza, il proprio valore, in che modo questo si trasforma in valore per una donna?

La scorsa settimana ho affrontato il tema del lavoro femminile, della difficile conciliazione fra lavoro e famiglia per una donna e di come costruirsi un piano finanziario in autonomia.
Questa settimana, sempre grazie a una recente ricerca (questa volta condotta da UBS), ho deciso di soffermarmi su un altro aspetto della vita di una donna e di come, una volta riconosciuto il proprio valore (a livello personale e professionale ), una donna possa costruire per sé valore.
Le donne intervistate per l'indagine hanno dichiarato di essere consapevoli di avere necessità finanziarie di lungo termine, ma solo il 23% di loro se ne occupa direttamente. La maggioranza di loro si occupa di esigenze finanziarie di breve termine come la gestione del budget familiare. E questo nonostante la ricchezza delle donne, secondo il Global Wealth Report di Credit Suisse di fine 2018, costituisca circa il 40% della ricchezza globale.
Qual è allora il motivo per cui le donne pianificano poco e si occupano meno degli uomini della propria ricchezza finanziaria? Sempre secondo UBS, infatti, il 53% delle donne intervistate delega al partner le scelte finanziarie.
Probabilmente i motivi dietro questo atteggiamento sono vari : volendo tentare una generalizzazione, possiamo dire che, in genere, una donna fa fatica a riconoscere il proprio valore (per valore, intendo ciò per cui deve considerarsi importante per sé e per gli altri), e questo sia all’interno della famiglia che a lavoro. A lungo il ruolo della donna in casa è stato dato per scontato e questo ha influito sull’immagine di sé che le donne nel tempo hanno sviluppato. Ma anche sul posto di lavoro la cosa si ripete: riconoscere il valore di una donna lavoratrice è più complicato che non per un uomo. A parità di mansioni, infatti , lo stipendio di una donna è in media più basso di quello di un uomo.
Eppure gli elementi caratteristici che una donna può apportare come valore all’interno di un gruppo sono molteplici: la capacità di creare e mantenere relazioni basate più sul rispetto dell'altro che sulla competizione; il pensiero trasversale, in grado di andare oltre gli schemi e di creare connessioni; la capacità di ascolto e di mettersi in discussione; un’innata capacità di adattamento a situazioni complesse a cui rispondere con approcci flessibili.
Quanto valore c’è in tutti questi aspetti?
Il percorso di una donna per la propria autonomia finanziaria passa anche attraverso quello che non è solo uno strumento, ma un processo di consapevolezza: farsi pagare a livello lavorativo (e quindi, farsi riconoscere a livello personale) per quanto vale veramente. Il discorso riguarda sia dipendenti che possono chiedere avanzamenti di carriera, sia libere professioniste come me che lavorano con clienti che si affidano a un esperto. Ma l'esperienza di una donna è solo tecnica o si può estendere a quell’ insieme di competenze umane che rendono spesso una donna una leader carismatica e non un capo? E quanto vale tutto questo?

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