Fondo pensione, la chiave per una vecchiaia senza preoccupazioni

La pensione dev'essere un traguardo, un bel momento in cui dedicarsi a ciò che non è stato possibile far prima. Spesso però è vissuto con timore, specie da chi non ha pianificato al meglio il patrimonio per la terza età

Nel momento in cui ci si avvicina alla tanto attesa e agognata pensione, le paure si fanno sempre più intense. Non solo si ha un cambio drastico di vita, abitudini, ma è anche necessario fare bene i conti. E, se siamo capaci di farli, capiremo che la differenza tra il nostro salario attuale e quello che riceveremo in pensione possa essere spesso notevole. Ma cosa possiamo fare per mantenere il nostro tenore di vita anche in quegli anni?

Sappiamo ormai da tempo che le pensioni, soprattutto quelle delle ultime generazioni sono un tasto dolente della cittadinanza italiana ma, invece che piangerci addosso e pensare “non andremo mai in pensione”, frase che abbiamo sentito tantissime volte, bisognerebbe correre ai ripari e trovare una buona soluzione. Ebbene sì, la soluzione c’è ed è del tutto fattibile, per chiunque abbia un lavoro.
Quello di cui stiamo parlando si chiama previdenza complementare. Tale sistema previdenziale è un regime pensionistico che si aggiunge alla previdenza obbligatoria (senza sostituirla).

Ma in cosa consiste questo sistema pensionistico? E come può essere adoperato da chi sta già pensando a quegli anni, in cui la unica cosa che vogliamo fare è goderci la vita? Per dirla in modo semplice, la previdenza complementare è basata su un sistema di finanziamento a capitalizzazione. I capitali che volete investire per generare reddito saranno immessi sul mercato finanziario da un gestore specializzato. I rendimenti, ovviamente, varieranno a seconda dell’andamento del mercato. Al contrario della previdenza sociale obbligatoria, che ha una funzione distributiva, quella complementare è regolata da un sistema di capitalizzazione in cui le prestazioni di vecchiaia sono prefinanziate. Tutto questo è controllato dal Covip, Commissione di vigilanza sui fondi pensioni che garantisce la trasparenza e il buon funzionamento dei fondi pensione.

I soldi sotto al materasso ormai si sa, sono capitali persi, complice l’inflazione. Dunque bisogna iniziare a pensare al futuro prima possibile, per far fruttare i soldi che abbiamo messo da parte con tanto zelo, onde evitarne la perdita di valore. Ovviamente, prima si inizia meno pesanti e gravosi saranno i nostri sacrifici. Dopo il decreto legislativo D.Lgs. 252/2005 è anche possibile scegliere se lasciare il proprio TFR in azienda o farlo maturare in uno dei fondi di previdenza.

È importante perciò informarsi e agire per vivere al meglio il proprio futuro. Secondo le statistiche i lavoratori che scelgono di percorrere questo tipo di strada complementare sono solo il 37% del totale dei lavoratori attivi che potenzialmente potrebbero agevolmente aderire a un fondo pensione. Tutti gli altri, il 63%, restano nel limbo scegliendo di non affrontare la questione. Un atteggiamento che però, nel lungo termine, non porterà alcun giovamento.