Evasione fiscale, ora si va in carcere

Da ottobre è entrata in vigore la nuova legge secondo cui chi evade il Fisco rischia anche l'arresto: una modifica normativa davvero importante per evitare guai con la giustica

Una volta si diceva meglio dichiarare tutto anche se non paghi. Oggi non è più così e c’è sempre meno distinzione tra azione fraudolenta e mancati versamenti. I vari governi hanno sempre minacciato la lotta all’evasione fiscale e questa volta stiamo realmente andando verso un sistema dove fare i furbi è sempre più rischioso. Leggiamo l'analisi riportata dal portale MassimoTonci.it.

L’evasione fiscale comporta ora fino a 6 anni di carcere, che salgono a 8 se si supera la soglia di 100K (sia per l’IVA che per le imposte). Un’altra modifica importante è l’aumento della soglia minima di detenzione che passa da 18 mesi a 4 anni in caso dichiarazione fraudolenta mediante false fatture ed a 3 anni mediante altri artifici. Un classico esempio di dichiarazione fraudolenta è quello compiuto con false fatture, ovvero per prestazioni inesistenti.

La questione della dichiarazione omessa merita un approfondimento perché sembra un’ipotesi lontana e invece è un reato contestato (ad esempio) nei casi di esterovestizione, ovvero di finte società all’estero. In altre parole il Fisco può contestare l’omessa dichiarazione anche per una società con la sede all’estero.

Nel caso di dichiarazione infedele (ovvero semplicemente errata) la pena minima passa da 12 a 24 mesi. Come puoi vedere molti di questi reati prevedono delle pene che vanno abbondantemente fuori dalla “condizionale” ed alcuni ben oltre l’indulto automatico. Sono state diminuite anche le soglie che fanno scattare la sanzione penale in caso di mancati versamenti. Si scende da 150K a 100K per imposte e da 250K a 150K per mancato versamento dell’IVA.

E non è finita. Per i reati più gravi (oltre 100K) è prevista la confisca “di sproporzione” ovverosia la confisca allargata dei beni di cui non si è in grado di giustificare la legittima provenienza. Trattandosi di confisca e non di pignoramento il giudice può agire sui beni che siano in qualche modo riconducibili all’imprenditore, anche se non sono intestati a lui perché (ad esempio) intestati ad altre persone oppure inseriti in un Trust.

Non voglio sicuramente sindacare sulla giustizia di questo provvedimento sull’evasione fiscale e nemmeno sulla sua “giustezza”. Tuttavia dobbiamo fare i conti con questi nuovi parametri e con l’inasprimento delle pene per evasione fiscale, ovvero fino a 8 anni di carcere e confisca immediata dei beni. Tutte queste novità sono legge dallo scorso 27 ottobre. Le novità non sono finite: dal momento in cui l’evasione fiscale diventa reato allora sono automaticamente autorizzate le intercettazioni telefoniche ed ambientali. La caccia ai furbetti inizia a farsi veramente pressante.