Europa, da un 2019 deludente a un 2020 sorprendente

Gli investimenti sul Vecchio Continente potrebbero regalare opportunità interessanti. Malgrado gli ostacoli per l'economia europea, tra Brexit, recessione tedesca e proteste francesi, non manchino di certo

È stato un altro anno deludente per l'economia europea, anche se manca ancora un intero trimestre alla fine del 2019. Il Regno Unito è in balia dell'incertezza causata dalla Brexit. La Germania è sull'orlo di una recessione. Le proteste che hanno infiammato le strade di Parigi fino a poco fa hanno rischiato di destabilizzare il governo. Come se ciò non bastasse, i problemi creati in tutto il mondo dalle continue tensioni commerciali tra USa e Cina hanno inciso molto sull'economia europea, fortemente dipendente dalle esportazioni.

"Credo che molti europei saranno ben felici di consegnare il 2019 alla storia", afferma l'economista di Capital Group Robert Lind. "È stato un anno difficile politicamente, economicamente e anche socialmente in senso lato". Tuttavia, abbiamo motivo di ritenere che il 2020 sarà migliore, spiega Lind. Vi sono in gioco diversi "se" cruciali. Se si riuscirà a negoziare una tregua sugli scambi globali, se le misure di stimolo delle banche centrali funzioneranno e se verrà finalmente trisolta la Brexit, potrebbe essere rimossa una buona fetta di quell'incertezza che ha frenato la crescita economica europea ultimamente.

Malgrado gli ostacoli per l'economia, o forse proprio a causa loro, l'Europa si trova in un classico mercato da "stock-picker", afferma il gestore di portafoglio Carl Kawaja. Gli investitori sanno che non sarà una robusta crescita economica a spingere al rialzo i corsi azionari, e che pertanto bisogna prestare maggiore attenzione ai fondamentali societari. "L'incertezza crea opportunità", sostiene Kawaja. "A noi piace quando le cose si fanno un po' torbide e difficili da interpretare. In questo tipo di condizioni, riusciamo a trovare opportunità interessanti in Europa, sia in termini di crescita che di valutazioni". Sulla crescita, Kawaja va in cerca di società in forte espansione che stanno avendo un impatto rivoluzionario nei rispettivi settori di attività. Sul fronte valutativo, ricerca opportunità nel settore automobilistico europeo, orientandosi sulle società più penalizzate fino a questo momento.

È importante notare che sebbene i titoli europei abbiano continuato a sottoperformare quelli statunitensi da inizio anno, i rendimenti sono rimasti comunque solidi. Prima della volatilità della scorsa settimana, nei primi tre trimestri dell'anno fino a fine settembre l'indice MSCI Europe Index guadagnava quasi il 14% in dollari USA e quasi il 20% in valuta locale. Le azioni americane si sono apprezzate del 20% circa quest'anno in dollari USA, secondo quanto misurato dall'indice S&P 500. Benché la crescita economica europea sia stata insoddisfacente da gennaio ad oggi, i rendimenti finanziari hanno tracciato una traiettoria ben diversa, e ciò serve a ricordare che l'economia e il mercato azionario non sempre procedono di pari passo.

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