Btp, ecco perché quando lo spread sale i titoli di Stato scendono

Scopriamo per quale motivo il valore dei titoli di Stato si abbassa con l'aumento dello spread: un andamento che ha causato perdite a tanti risparmiatori negli ultimi mesi

Vorrei fare qualche ragionamento intuitivo sullo spread: la differenza tra il costo di “nuovo denaro” per l'Italia (tipicamente nella forma di Btp con tasso fisso a 10 anni) e per il Paese ritenuto più sicuro nell’eurozona, cioè la Germania. Dal punto di vista dei fondamentali economico-finanziari, lo spread si allarga:

1) Se aumenta il rischio percepito di insolvenza da parte dell’emittente, ovvero se lo Stato non ripaga o ripaga meno di quanto promesso, o ripaga in ritardo ("insolvency risk”);

2) Se lo stato ripaga il debito in una valuta diversa (“redenomination risk”). Si tratta di un fattore negativo se il rischio è quello di essere ripagati in una valuta dal valore inferiore rispetto a quella in cui è stato contratto. Tutti concordano sul fatto che ciò accadrebbe in caso di uscita dell’Italia dall’euro e di ritorno alla lira.

Questo perché una dinamica peggiore dei prezzi italiani (principalmente causata dalla scarsa produttività) rispetto a quelli tedeschi viene compensata attraverso una svalutazione della moneta in cui si acquistano prodotti nostrani, che così diventano più competitivi (per usare un eufemismo, è estremamente improbabile che la svalutazione del tasso di cambio nominale abbia effetti positivi nel lungo termine sul tasso di crescita reale dell’economia).

Una delle cose meno intuitive per chi non ha una preparazione economico-finanziaria è la relazione inversa tra valore dei titoli a reddito fisso (come i Btp) e l’andamento in tempo reale del tasso di interesse. Alla base c’è un meccanismo di arbitraggio. Se i BTP che hai in tasca rendono il 3% e il nuovo tasso di interesse che prevale sul mercato è il 5%, ti conviene vendere i titoli che hai in portafoglio per comprare quelli nuovi, che rendono il 2% in più. C’è un eccesso di offerta dei titoli già esistenti sul mercato.

Ciò spinge verso il basso il prezzo dei titoli, cosicché – potendo comprare a un prezzo più basso – i nuovi acquirenti arrivano ad ottenere esattamente il 5%. Come si spiega la cosa dal punto di vista della matematica finanziaria? Funziona così: il rendimento per i nuovi acquirenti sale in quanto essi ricevono la stessa sequenza precedente di cedole e di capitale finale calcolati con un tasso del 3% ma pagano meno per acquistare il titolo stesso, per cui il cosiddetto TIR sale. E che cos’è il TIR? Non un grosso camion,di sicuro. Si tratta del Tasso Interno di Rendimento dell'operazione effettuata dall’acquirente eventuale del titolo che avevi in tasca tu. Ecco perché il valore dei BTP stessi scende quando sale lo spread. Piccola aggiunta: la diminuzione nel prezzo dei titoli al salire del tasso di interesse è tanto maggiore quanto più lontana nel tempo in media il pagamento di interessi e capitale (cosiddetta “duration”).

In questa corsa al ribasso, gli unici a guadagnarci sono dunque i nuovi acquirenti. Con "buona pace" dei cittadini che avevano acquistato Btp prima della nascita dell'attuale governo (tra cinque anni voteranno anche loro, occhio).