Abbonamento, business model sempreverde

Il modello sottoscrizioni resiste anche nell’economia digitale. Le società che adottano tali modelli di business hanno buone prospettive di crescita e possono beneficiare di una migliore prevedibilità degli utili

Insaponare, sciacquare, ripetere. Questo elenco di semplici istruzioni riportato su qualsiasi flacone di shampoo sta diventando, metaforicamente, un valido modello di business per l'odierna economia digitale. Dai beni per la cura della persona come shampoo e rasoi allo streaming video fino ad arrivare alla tecnologia, consumatori e imprese decidono di abbonarsi a un numero sempre crescente di beni e servizi.

Le imprese basate sugli abbonamenti non sono certo una novità. Gli abbonamenti a quotidiani e riviste sono nati molti anni fa, e gli anni '70 e '80 hanno registrato un vero e proprio boom della musica per corrispondenza, con la spedizione agli abbonati di un nuovo album o una nuova cassetta ogni mese.

I modelli di business della vecchia economia – si pensi ad esempio ai costruttori di ascensori che offrono contratti di assistenza a vita o la strategia di Gillette di regalare i rasoi e vendere le lamette – basati sui ricavi ricorrenti hanno attecchito nelle aziende tecnologiche più all'avanguardia. Le piattaforme digitali e l'avvento del cloud hanno arricchito il modello degli abbonamenti offrendo alle società più smart e agili tre benefici potenziali: espandere i mercati di riferimento, generare flussi di cassa ripetibili e potenziare la fidelizzazione dei clienti.

A questo punto del ciclo economico, si sente molto parlare delle tradizionali contrapposizioni growth/value e USA/non USA, ma il modello basato sugli abbonamenti trascende tutte queste categorie e rappresenta un trend strutturale di lungo corso. “La visibilità degli utili – Alan Berro di Capital Group - è un elemento molto importante per gli investitori di lungo termine".

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